Questo quadro lo dedico ai terremotati sotto la neve e l’accompagno con questi versi di Roberto Roversi tratti da “L’Italia sotto la neve”.
X.
Povera Italia povera la tua miseria
Italia numero nove
albero disfogliato annegato nel riverbero amaro di un sangue assassino
non vede lampi la tua
faccia di strega dolore su dolore pianura lunga verde di cielo
fra infinite meraviglie folgori
Italia dispersa fra mala fortuna in preda
a brividi di morte
signora dai capelli di serpi
puoi cantare a piacere le tue mille canzoni
serrata nella clausura della tua storia
arrivi ansimando là dove il destino è segnato
dove è acquattato l’eterno nemico.
*Tra i poteri criminali e lo Stato
ci sono troppi punti di confusione ma
in comune hanno faccia e piede.*
Numero nove e povero nove ripeto ancora
rannicchiata nella caverna dove gridano antichi rancori
*smantellare questo sistema significherebbe spedire
pezzi consumati e consistenti della classe politica all’inferno*.
Gridano le voci picchiando contro i vetri non c’è
più
molto tempo spazio per annacquare il fiore della speranza
*troppi farisei
troppi amici dell’ultima ora.*
Dirti addio non conviene.
Buttata sull’erba sollevi la testa aspetti l’ultimo colpo.
Leggeri geni dell’aria non chiudete tutte le porte
l’attesa premia.
Fuoco di parole
e guerra sia.
(da http://www.robertoroversi.it/…/37-l%E2%80%99italia-sepolta-… )
Il monte crolla
la neve seppellisce
solo madre-roccia resiste
in piedi
intabarrata nel dolore
mentre tempo sbeffeggia