Samizdat
Silvio, rimembri ancora
Quel tempo della tua vita fecale,
Quando in ria, patriottica compagnia
Di sgherri e sgherre a te simiglianti,
Lento, flaccido, il limitare
Del Colle sporcavi?
Presento le prime sei rubriche di Poliscritture 3, il cui cambio di passo è stato delineato qui. [E. A.]
di Samizdat
Ma come si fa a passare da «Proletari di tutto il mondo, unitevi!» a «Meritevoli di tutto il mondo, unitevi!»? Da Marx a Berlusconi & C.? Continua la lettura di Aguzzi, Fischer e Grammann
Letture commenti inchieste
a cura di Ennio Abate
Pubblico materiali vari comparsi nel mese di ottobre su POLISCRITTURE FACEBOOK e POLISCRITTURE COLOGNOM. [E. A]
a cura di Samizdat
Matteo Marchesini, giovane e brillante critico letterario, ha oggi pubblicato su LE PAROLE E LE COSE 2 un’approfondita riflessione, “L’UMANITÀ È ANTIQUATA. SUI SAGGI DI PIERGIORGIO BELLOCCHIO”. Ho lasciato su quel sito “fratellastro” di Poliscritture fin dalla nascita queste due stringate considerazioni. [E. A.]
Continua la lettura di Due note al Bellocchio di Marchesinidi Samizdat
A leggere l’appello “Basta con gli agguati”, comparso giorni fa su “il manifesto”, a vedere tra i firmatari non solo nomi di intellettuali rispettabili (come Luigi Ferrajoli) ma anche quelli di vari amici, a leggere su FB certi commenti in sua difesa mi sono cadute le braccia. Epigoni siamo e epigoni resteremo, ho concluso amaramente.
I firmatari si dicono convinti che il governo Conte “abbia operato con apprezzabile prudenza e buonsenso, in condizioni di enormi e inedite difficoltà, anche a causa di una precedente “normalità” che si è rivelata essere parte del problema”; e che non abbia intaccato “la libertà di parola e di pensiero degli italiani e comunque il Governo non è parso abusare degli strumenti emergenziali previsti dalla Costituzione”.
Continua la lettura di Sì, basta con i (vostri) agguati a chi non si rassegna al “meno peggio”Samizdat
In uno scritto di Fortini del 1975, intitolato Lisiàti si legge: Uno sfoglia queste carte [la biografia del partigiano Lisiàt (Athos Iovi) fucilato il 1° settembre 1944] e subito pensa che quella era una vita, così ridotta dal tempo trascorso. E più avanti: Che cosa significa: “ricordano”?. Ponendosi dinanzi all’ombra di Lisiàt dal punto di vista di un noi allora ancora capace di farsi carico del passato della Resistenza, Fortini scriveva: è degno di ricordo perché difese la giusta parte. Ma oggi? Non esiste più questo noi. Esiste, invece, un noi ipocrita e retorico che ha ridotto la Resistenza a chiacchiera o a slogan pubblicitario tricolorato o a svuotato bellociaoismo. E allora – pochi, isolati, dispersi e fuori da ogni cerimonia ufficiale – vale la pena di porgere l’orecchio a fatti (come quelli raccontati nell’articolo di Cinzia Arruzza e Felice Mometti) che, pur seppelliti e rimossi dalle roboanti cazzate dei vari governanti sfascisti, ancora insistono ad accadere. E vogliono un’intelligenza politica nuova, che li interpreti e li strappi ad una apparente insignificanza. Perché il combattimento per il comunismo è già il comunismo (qui):
Samizdat 1
ALLE AMICHE E AGLI AMICI CHE #IORESTOPARTIGIANA #IORESTO PARTIGIANO
Ma il “balcone” oggi resta “prigione”! Meglio saperlo che “io resto a casa”= “io resto in prigione”. Come è bene sapere che “#iorestopartigiana#ioresto partigiano” è mettersi sul petto soltanto un glorioso distintivo pubblicitario (come tempo fa la maglietta con il volto di Che Guevara). E’ atteggiamento *religioso* [1] non politico. I partigiani erano *organizzati*, *cospiravano* e *agivano* contro i potenti del tempo. Noi al massimo riusciamo sui sociali (gestiti dai padroni) a diffondere qualche lamentela, a lanciare qualche impotente invettiva contro i leghisti che in Lombardia continuano a governare. Partiamo dalla coscienza della *miseria* di questo nostro “cazzeggiare” e aspettare senza scopo. Ci vuole un *che fare*.
a cura di Samizdat
Mi ha molto colpito il resoconto spoglio di Lanfranco Caminiti sugli effetti dell’epidemia in corso in un paese del Sud, mentre sono rimasto irritato dalla lettura di uno dei tanti “diari della quarantena” che si vanno scrivendo in queste settimane: quello pubblicato dallo psicanalista Sergio Benvenuto su Le parole e le cose 2. E non ho resistito alla tentazione polemica di contrapporli. Preferisco nettamente il primo modo di guardare quel che sta accadendo in questo Paese, pur avendo grande attenzione all’esplorazione psicanalitica dell’inconscio. Questa di Benvenuto mi pare però fondata su un pensiero politicamente pigro e immiserito. Discutiamone. [E. A.]
SAMIZDAT
Ragazzi, me ne sto a casa perché il coronavirus è un pericolo reale ma la fiducia in questo Stato e in questa Scienza, che non hanno predisposto le necessarie difese da una tale minaccia, è scesa a zero. Teniamone conto. Siamo uomini (e donne), non caporali.
P.s.
Scava, vecchia talpa, scava!